Capisci che
la tua mamma sta diventando “grande” quando cucina i piatti che le nonne non
riescono più a fare. Così per la prima volta mia madre si è cimentata nella
preparazione di un evergreen della mia famiglia: la parmigiana appunto.
Questo è il
tipico piatto che in casa mia non dura più di un giorno o due, per quante
melanzane si possano friggere e per quanto possa essere grande la teglia in cui
viene preparata. Personalmente la adoro nel
suo essere così tipicamente estiva, mi pare quindi giusto renderle omaggio ora
che l’autunno incombe.
Innanzitutto
affermiamo l’ovvietà: la Parmigiana, come tante altre pietanze, cambia “ricetta”
da una famiglia all’altra, nella mia addirittura esistono differenti varianti, questo grazie al fritto misto di
tradizioni culinarie nate dal connubio Nord-Sud dei miei parenti.
Quella che
abbiamo preparato noi è la versione base, mia nonna materna ne cucinava diverse
teglie che venivano equamente distribuite e prontamente spalozzate. Gli
ingredienti sono il minimo indispensabile: melanzane fritte, passata di
pomodoro, mozzarella, uovo sbattuto, parmigiano e basilico. Effettivamente lei
la imparò in origine dalla nonna paterna, catanese, la quale ne preparava anche
un’altra versione con l’aggiunta di fette di prosciutto cotto ad ogni strato, prima
di friggere le melanzane inoltre le immergeva nell'uovo.
Tuttavia in
famiglia si narra, quasi con rispetto reverenziale, la ricetta di un’altra “parmigiana”
preparata dal mio bisnonno: egli aveva
un cane da tartufi discretamente bravo, dopo aver ben perlustrato i boschi se
ne tornava a casa col paniere pieno di tartufi e porcini. Una volta arrivato
prendeva una bella teglia e li tagliava tutti a fette, poi predisponeva diversi
strati di tartufi e funghi, separati da una generosa dose di burro e
parmigiano.
Purtroppo
nella mia carriera di mangiona ho avuto l’occasione di assaggiare solo una di
queste versioni… per il momento.
Nessun commento:
Posta un commento